
Chi, lasciate le sponde del Lago Maggiore aperte ad ampi orizzonti, s'inoltra nell'angusta Val d'Ossola e giunge alla conca in cui si adagia la piccola "capitale" di quest'angolo d'Italia incuneato nel territorio svizzero, può facilmente notarlo. Il colle, che si stacca appena con la sua cima dalle pendici del sovrastante Moncucco, fu un tempo bastione fortificato contro gli invasori del settentrione; da oltre tre secoli ormai è consacrato alla memoria e al culto del Redentore crocifisso e risorto.
La croce che splende nella notte, quasi sentinella vigilante sul riposo degli abitanti della città e dei paesi della conca ossolana, si innalza sul massiccio torrione centrale dell'antico castello.
A fianco del torrione, costruito sullo sperone di roccia più elevato del colle di Mattarella, un imponente muraglione, con i resti delle torri d'angolo, mostra ancor oggi qual era la terza cerchia di mura, la più interna, che lo cingeva un tempo. L'origine del castello si perde nella nebbia della storia anteriore all'anno mille...
La venuta di Antonio Rosmini al Sacro Monte Calvario, nel febbraio del 1828, doveva segnare l'inizio di un nuovo periodo nella storia del colle di Mattarella.
Le parrocchie ripresero a salire in processione al Sacro Monte, che tornò ad essere luogo di preghiera e di pace per eccellenza in Ossola. Dopo la morte del fondatore, avvenuta nel 1855, i rosminiani ottennero di acquistare lintero masserizio del Calvario, ampliarono la casa settecentesca adibita agli esercizi spirituali e il resto dellantico edificio.
Tra gli artisti che hanno lavorato al Sacro Monte Calvario di Domodossola va ricordato larchitetto Tommaso Lazzaro della Val dIntelvi, al quale furono affidate tutte le opere costruite dalla fondazione fino al 1690 circa.
Dopo questa data operarono gli architetti Antonio e Domenico Perini, sempre della Val dIntelvi e successivamente Pier Maria Perini, che nel 1772 eseguì una preziosa mappa completa del Sacro Monte, oggi conservata nella cella di Antonio Rosmini...