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E stato concluso lo studio storico-ambientale per il completamento dellorto botanico situato allinterno della Riserva, realizzato da Eraldo Antonini, modenese, agronomo esperto nella gestione del verde e nella creazione di giardini e di orti botanici. Lopera completa, pubblicata dall'editore Grossi di Domodossola, rappresenta un importante tassello nel percorso storico della gestione del territorio agricolo ossolano dall800 ai giorni nostri. Lo studio ha riguardato lindividuazione di specie e cultivar di piante agrarie, ornamentali ed officinali coltivate in passato nel complesso del Sacro Monte e nel territorio circostante. I risultati della ricerca consentiranno al tecnico la prossima redazione di un progetto esecutivo per la corretta piantumazione dellorto che si estende sul versante Est sino ai frutteti del Colle Mattarella. La fase finale sarà riservata alle associazioni di agricoltori e ai privati, che si occuperanno congiuntamente dellimpianto e della gestione dellarea.
ISBN: 8889751096
Titolo: Piante, agricoltura e paesaggio agrario dell'Ossola
Autore: Antonini Eraldo
Editore: Grossi
Genere: agricoltura
Pagine: 192
Data pubblicazione: 2007

Il Sacro Monte Calvario è un complesso dinteresse storico, culturale e religioso che viene formandosi nel corso del tempo, a partire dal Seicento. Per secoli ha rappresentato un centro di rilevante importanza, soprattutto religiosa, grazie alla realizzazione dellimponente Via Crucis che partendo dal piano di Domodossola raggiunge la parte sommitale del Colle di Mattarella, snodandosi in un percorso definito dalle varie stazioni organizzate architettonicamente mediante una successione di cappelle. I religiosi che hanno abitato il complesso, come attestato dalla documentazione storica consultata e, anche in tempi recenti, secondo la testimonianza diretta di alcuni padri rosminiani, disponevano di terreni annessi al complesso architettonico. Questi terreni erano adibiti sia ad uso agrario che ad uso ornamentale (giardini). In particolare i terreni ad uso agrario, cosa peraltro confermata da fotocartoline dei primi anni del Novecento, erano investiti a vite (sistema di allevamento a pergola detta toppia) ma si ha notizia della coltivazione anche di piante da frutto, foraggere e orticole. Il terreno del campo da calcio, ricavato negli anni 30 del Novecento e ottenuto spianando la roccia affiorante mediante dinamite, nel corso dellultimo conflitto mondiale era destinato a coltivazione delle patate. La presenza pregressa dellutilizzazione agraria dellarea
posta intorno al colle Mattarella è evidenziata dalla persistenza di terrazzamenti alcuni ben conservati altri in precario stato di conservazione.
LA RICERCA STORICA
Lincarico affidato allo scrivente, (nel 2003), dalla Riserva circa lindividuazione di specie e cultivar agrarie officinali e ornamentali coltivate nellOssola, ha fornito una quantità di dati considerevole. Lo studio in questione ha consentito di individuare un elevato numero di specie e cultivar che potrebbero, in buona parte, essere riproposte per la realizzazione dellOrto botanico.
GLI OBBIETTIVI
LOrto botanico agrario, che rientra negli Orti Botanici tematici, dovrebbe diventare un contenitore delle specie agrarie, officinali e ornamentali storicamente coltivate e utilizzate nellOssola. La ricerca storica ha fornito una consistente lista di queste piante soprattutto relativamente al periodo storico compreso tra la fine del medioevo sino alletà moderna (con maggiore dettaglio per il periodo tra la seconda metà dellOttocento e tutto il Novecento).
SOLUZIONI PROGETTUALI
Nellipotesi prospettata dellampliamento dellOrto botanico, che raggiungerebbe una superficie
complessiva di circa 3,5 ettari (tale superficie è comprensiva degli affioramenti rocciosi in scarpata, di non facile accesso), lo spazio espositivo sarà ripartito in settori ognuno dei quali rappresentativo di un gruppo di piante:
Vigneto con sistema di allevamento a pergola (topia) sarà posto sui terrazzamenti recentemente restaurati, creando un suggestivo colpo docchio per i visitatori che si recano in visita al Sacro Monte; questo intervento si colloca nellambito di un ripristino paesaggistico in quanto, in detta zona è storicamente documentata, come riportato da documenti darchivio e fotocartoline risalenti ai primi anni del Novecento, la presenza della vite allevata a pergola (toppia); sarà realizzata anche una porzione di vigneto allevata a Guyot, sistema che insieme alla tradizionale toppia è attualmente in uso nellOssola.
Frutteto (meli, peri, principalmente ma anche, ciliegi, peschi, fichi, noccioli, ecc.), posto nella zona contigua a Torre Mattarella, ove sono già presenti alberi da frutto (meli e peri), noccioli e due ceppaie di vite americana, elementi residuali della preesistente coltivazione della vite.
Piante officinali e ornamentali, comprendenti, queste ultime, sia specie storicamente documentate nei giardini dellOssola sia specie aventi un carattere simbolico-religioso.
Le piante officinali e ornamentali saranno collocate allinterno dellex campo da calcio, attualmente perimetrato da muri a secco, realizzato dai padri tra il 1933 e il 1934, in un luogo storicamente coltivato a vigna.
Durante gli anni 1941-1945 tale campo fu coltivato a patate e mais come riportato verbalmente dal presidente del parco, padre Comper che in già quegli anni alloggiava al Sacro Monte. La scelta di questo luogo per questo gruppo di piante richiamerebbe gli antichi orto-giardini, veri e propri hortus conclusus, dei complessi religiosi (di cui, peraltro, si ha un riferimento storico, relativo proprio al sacro Monte Calvario nella pianta eseguita nel 1772 dallarchitetto Pier Maria Perini). Utilizzando questarea, che, in passato, è già stata oggetto di coltivazione agraria, si ricreerebbe una porzione di orto molto suggestiva che riporta alla memoria preesistenze che hanno caratterizzato la vita del Sacro Monte.
Piante spontanee dellOssola. E prevista anche una sezione di piante spontanee del Sacro Monte e dellOssola collocate lungo il percorso di visita. Le piante che saranno collocate nelle aiuole si sommeranno alle piante spontanee, soprattutto di tipo alpino, presenti sugli affioramenti rocciosi della scarpata posta sotto il sacro Monte, a fianco della casa Stockalper.
Piante cerealicole, foraggiere e orticole tipiche delle varie fasi storiche dellagricoltura ossolana, saranno collocate nella zona adiacente al campo da calcio, già attualmente ad esse destinata.
IL PERCORSO
LOrto botanico sarà dotato di sentieristica che consenta un percorso ben definito, funzionale alla visita e le singole piante saranno cartellinate secondo una metodologia scientifica in modo da renderle riconoscibili; si potranno prevedere cartelli esplicativi che introducano, per grandi linee, i vari settori in cui è stata suddivisa l ostensione dei vegetali.
BENEFICI: Prestigio dellOrto e sua promozione.
Si promuoveranno azioni per inserire lOrto Botanico agrario nel circuito degli Orti botanici riconosciuti (Universitari, di Amministrazioni locali e di privati). In tal modo si usufruirebbe della promozione di cui già gode tale circuito oltre al raggiungimento di un riconosciuto prestigio da parte dellOrto stesso.
VISITE
Vi è la volontà di aprire lOrto botanico solo per visite a pagamento con guida. Il percorso potrà essere autonomo o potrà far parte di quello religioso-devozionale già esistente. Nelle previsioni listituzione dellOrto Botanico dovrebbe accrescere il numero dei visitatori paganti in quanto, oltre a visite ad hoc, potrebbe stimolare gli abituali visitatori non paganti ad effettuare la visita allOrto botanico. Sarà, comunque, necessario realizzare dei piccoli eventi che creino interesse anche in chi ha già visitato il complesso storico-artistico. Da questo punto di vista sarà importante il collegamento con le Amministrazioni territoriali locali (Provincia e Comune). Anche le scolaresche, soprattutto in alcuni periodi dellanno potranno considerevolmente aumentare proprio grazie alla nuova offerta costituita dalle colture agrarie, ornamentali, officinali e spontanee.
LOrto Botanico così come è stato concepito potrà avere un ruolo anche nellambito del sistema dei parchi della Regione Piemonte sul tema Agricoltura.
LOrto proposto, così come è stato congeniato e articolato, presenta caratteristiche di esportabilità in altri contesti regionali e rappresenta una testimonianza di un intento preciso di tutto il Sistema Parchi della Regione. LOrto infatti, si presta alla valorizzazione delle colture tradizionali e di particolare qualità quali, ad esempio, vite, pomacee e piante officinali; si presta, inoltre, alla valorizzazione della biodiversità naturale e culturale; si prevede, infatti, il recupero e la reintroduzione di specie e cultivar storicamente coltivate nellOssola, alcune delle quali apprezzate, nel passato, per il loro livello di eccellenza agroalimentare.
Eraldo Antonini